g_8804584696g"Chi cucina deve toccare il cibo, maneggiarlo, impastarlo, prima di poter dire di conoscerlo. E' un rapporto di sensi: tattile, olfattivo, emozionale; non può essere relegato a formule teoriche."

(H. Beck)

Il modo in cui sono approdata a questo libro è del tutto fortuito, sicuramento non si tratta di caso, ma di destino! Quest'estate lavoravo qualche giorno alla settimana al banco di un locale di Venezia, una sera vedo un libro giallo e nero dalle pagine spesse appoggiato su una mensolina vicino al telefono. Incuriosita mi metto a sfogliarlo (come sempre dalla fine all'inizio) e vedo subito che ci sono scritte delle ricette. Entusiasta della cosa, dò uno sguardo al titolo, all'autore ed il giorno dopo ero già in libreria a comprarlo!

Un libro bello, che mi ha conquistata con molta calma. Nel senso che se fosse stato per le prime dieci pagine l'avrei chiuso subito, ma poi leggendo leggendo i miei pregiudizi (giustificati) si sono dissolti e mi sono goduta le chicche contenute in questo testo.

In effetti non mi sono piaciute molto le innumerevoli referenze "toccata e fuga" ai classici, ai greci e la grande quantità di latinismi che potevano benissimo essere sostituiti con parole di uso corrente comprensibili ai più. Senza contare che le continue traduzioni italiano-latino non facevano che appensantire il testo, aggiungendo pochi dati veramente utili al lettore.

Ma, dopo il primo capitolo, questo libro si è aperto come il bocciolo di una rosa bianca, dal profumo delicato e mai scontato. In effetti la parte interessante riguardava le descrizioni della quotidianità della sua cucina-laboratorio, la descrizione dei rapporti con i collaboratori, le continue ricerche in materia culinaria, l'idea di ospite e la sua immensa conoscenza delle caratteristiche delle materie prime. Insiste molto sulla valorizzazione delle materie prime attraverso preparazioni che si adattino all'inclinazione naturale degli ingredienti. Insomma un libro dinamico e mai monotono dal secondo capitolo in poi. Visti i miei interessi e le mie attività non ho potuto fare a meno di apprezzare il capitolo "In giro per il mondo" che rappresenta una vera nota di colore prima di iniziare a dare una panoramica ai diversi aspetti del suo lavoro.
L'idea di creare un'appendice di ricette è semplicemente eccellente, la coniugazione tra teoria e pratica in Italia non è mai abbastanza promossa quanto invece nel resto d'Europa. Quindi ben venga!!!

Forse questo post può sembrare quello di un'ìnvisibile moscerino che commenta un re, ma è quello che penso in bene ed in male, quindi perché no!